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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Ho sempre ammirato e rispettato moltissimo Beppino Englaro per il modo forte, civile e umano con cui ha combattuto, in tutti questi anni, la battaglia per la dignità di sua figlia Eluana. Oggi, in una intervista a Radio 24, ha detto – col suo tono pacato ma fermissimo di sempre – una cosa che nella sua semplicità è rivoluzionaria.
L’ottimo giornalista Alessandro Milan gli ha chiesto cosa pensasse dei commenti del Vaticano e di monsignor Fisichella sulla decisione del tribunale di lasciar finalmente libera Eluana di terminare la sua esistenza vegetativa, decisione che la Chiesa Cattolica giudica alla stregua dell’eutanasia.
La risposta di Beppino Englaro è stata: “Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, quello che diceva mia figlia vale per mia figlia”.
Semplice, lineare, logico, corretto, libero, laico. Tutto ciò che questo nostro povero paese è sempre meno.
Cento e uno golden boys berlusconiani sono stati spietatamente decapitati e gettati così mutilati in una discarica nei pressi della città di Khadekapa in Bagladesh. Sembra che gli sfortunati siano stati attaccati da una folla inferocita mentre stavano provando ad insegnare ad un gruppo di bambini resi recentemente orfani e senzatetto da un ciclone, la canzone “torna casa in tutta fretta c’è un biscione che ti aspetta”. La discarica dove è avvenuta l’efferata strage è stata già soprannominata dagli abitanti del posto “la discarica dei 101”. Il premier Silvio Berlusconi cerca un accordo con l’opposizione e la magistratura per superare la fase di stallo sull'emendamento "blocca processi”. Secondo il premier, se da un lato è necessario mantenere la sospensione dei processi per i reati commessi entro il 30 giugno 2002, dall’altro si potrebbero riaprire tutti i processi conclusisi nell’anno 1902. La proposta è stata accolta con diffidenza da opposizione e magistratura perché rischia di paralizzare il sistema giudiziario riaprendo processi come quello per i massacri di Bava Beccaris e Nino Bixio, per il regicidio commesso dall’anarchico Gaetano Bresci e perfino il processo ai 13 pugnalatori di Giulio Cesare. Leggero screzio ieri fra il presidente francese Sarkozy e la moglie Carla Bruni circa la necessità o meno di mettere l’origano nella bouillabaisse marsigliese. Ne ha risentito l’euro che ha perduto 4 centesimi nei confronti delle principali valute straniere. Promulgata la nuova enciclica papale De abstentionis totalis. Il papa Benedetto XVI, in questa enciclica, oltre a ribadire la condanna di ogni rapporto sessuale al di fuori del matrimonio cattolico, invita per la prima volta le coppie di fedeli regolarmente coniugate ad astersi dai rapporti sessuali se non si è già prenotata la chiesa per battezzare la potenziale creatura, unico scopo, afferma l’enciclica, di ogni unione carnale. È morto ieri, alla veneranda età, il pastore protestante Alfio Pataria, residente a Zafferana Etnea. Nel 1995 aveva condotto le sue 1200 pecore sotto gli uffici della Commissione Europea a Bruxelles per protestare contro le nuove norme della CE sugli standard igienici dei caseifici. Consulta le news Lesukkie sul sito www.brekinnews-lesukkiè.it
L’inflazione galoppa. E se al pane e alla pasta posso rinunciare, mi è più difficile farlo per il gasolio, il vero principe dei prezzi al consumo in questi ultimi anni. Ogni pieno è un bagno di sangue. E non ditemi di comprare una macchina a GPL o metano, perché al momento non posso permettermi un’auto nuova. E poi sono sicuro che tra 3 o 4 anni anche il gas supererà il costo di un euro al chilo, vogliamo scommettere?
Eppure ci sono altri oggetti il cui prezzo è inspiegabilmente, assurdamente alto. Oggi mi concentrerò sulla categoria: accessori per la stanza da bagno o, per dirla con linguaggio più vicino al popolo, cose pe’ er cesso.
Sarà che noi romani siamo fuorviati dal fatto di chiamare “cesso” la stanza da bagno. Cesso è un termine intriso di negatività, di sudicia bassezza. Nonostante ciò siamo abituati a dire: “Vado ar cesso”, pure se stiamo dentro casa nostra e non solo nell’atrio della Stazione Tiburtina o sulla gradinata dello Stadio Olimpico.
Sarà quindi dovuto a una prospettiva esistenziale sbagliata, ma anche se cambio prospettiva e penso al bagno di casa mia come ad una linda e pinta “salle de bain” da albergo 5 stelle lusso (come poi in realtà è), 35 euro per uno scopino della tazza der cesso mi sembrano una pura follia.
35 euro? 70 sacchi?* Guardate che non sono stato a cercare uno scopino in qualche boutique di sanitari per gente ricca, ma da LERUÀ MERLEN, er discount der faidatè. Andateci, se non ci credete: trovare uno scopino per la tazza del cesso che non sia fatto di plastica misera e triste come una fogna di Calcutta a meno di 35 euro è impossibile! Alla fine mi sono adattato e ne ho comprato uno di plastica misera e triste, perché a certi ricatti da status symbol di merda non voglio sottostare. Ma la sensazione che qualcosa non vada per il verso giusto mi è rimasta.
Vogliamo parlare anche di quanto costano (perdonate l’insistenza) le tavolette del cesso? Parliamone...
*sacco: arcaica unità di misura monetaria romana, pari a Lire 1.000.
Con un po’ di sana spocchia sinistrorsa, io mi spaccio per uno che guarda poca televisione.
La verità è che ci sono alcuni programmi, in particolare alcune serie, che mi ingarellano parecchio (per usare una terminologia scientifica, eh?). Amo i Simpsons e South Park, mi intriga il Dr. House e adoro la serie originale della Famiglia Addams, per non citare l'immenso Monty Python’s Flying Circus.
Dallo scorso anno mi sono innamorato di Boris, la "fuoriserie italiana" in onda su Fox, visibile solo su piattaforma Sky. La trovo una delle cose più divertenti, originali e profonde (?!?) scritte per la tv italiana da parecchi anni a questa parte. Per chi non la conoscesse affatto, narra le vicende che accadono sul set di una fiction di genere sentimental-ospedaliero, chiamata “Gli occhi del cuore”. Un esperimento di fiction nella fiction, nella scia della migliore tradizione teatral-cinematografica...
Bene, ho sempre pensato che le figure quasi caricaturali di registi, attori, attrici, tecnici e stagisti che ruotano intorno alla serie “Gli occhi del cuore” fossero volutamente e forzatamente esagerate. Mi sembrava impossibile pensare che la realtà della tv italiana, per quanto squallida, potesse raggiungere tali vette di abominio.
E invece no. Magari la tv italiana fosse “pulita” come quella che racconta Boris. Lì al massimo si fa riferimento a qualche senatore, marito o padre dell’attricetta di turno da piazzare nella fiction. Nella realtà italiana, come apprendiamo in questi giorni, il principale piazzista di gnocca in tv è l’attuale Presidente del Consiglio, che evidentemente, dopo aver deciso i destini suoi e del paese, trova anche il tempo di tessere queste relazioni fondamentali per il futuro della nazione (o forse i termini della questione andrebbero invertiti...).
Vivere in Italia è sempre una sorpresa, la realtà è sempre assai più stupefacente della fantasia. Buona visione a tutti.
Non ho mai amato particolarmente Roberto Donadoni, pur rispettandolo moltissimo come calciatore e come tecnico (al Livorno, alla prima esperienza da allenatore in serie A, aveva fatto cose fantastiche). Obiettivamente, prima e durante questo Europeo ha fatto qualche scelta sbagliata. Ma fa parte del suo lavoro e, alla fine, Donadoni ha portato la Nazionale agli Europei ed è uscito ai quarti di finale ai rigori. Nulla di esaltante, ma nemmeno una tragedia sportiva stile Corea 1966.
Roberto Donadoni non meritava di essere scaricato come una cassetta di kiwi marci nell’angolo buio dei mercati generali dell’italico pallone. Non meritava di vivere l’esperienza di un torneo così importante con il fantasma del viareggino (che sarà pure il CT campione del mondo, ma per me resta la quintessenza della peggiore juventinità) costantemente sopra la testa.
Roberto Donadoni è una persona perbene e corretta, ed è stato trattato come accade assai sovente alle persone perbene e corrette in Italia: finchè servono gli si sorride davanti e gli si sparla alle spalle, quando non servono più gli si infila una bella trave d’acciaio nel culo e li si manda a cagare. Provateci voi a cagare una trave d’acciaio.
Non ho mai amato particolarmente Roberto Donadoni, ma da oggi gli voglio bene.
Barack Obama sarà il candidato presidente del partito democratico nelle elezioni USA di novembre. Una scelta storica, la prima volta di un candidato afroamericano: una vera occasione di svolta per la politica mondiale!
Ora resta da scegliere il vice per completare il ticket che sfiderà John Mc Cain. Tanti nomi sul piatto, da Hillary Clinton a John Edwards o Bill Richardson...
Io, nel mio piccolo, vorrei suggerirgli il candidato ideale. E' bianco, è democratico, è abbastanza giovane, ama il basket ed è radicato territorialmente nelle regioni centrali del paese. Avete già capito di chi parlo, eh? Ma certo, del nostro Walterone nazionale, di chi altri?!? Un bel ticket Obama-Veltroni!
Come dite? Non si può? E perchè? Perchè non è americano? Ma come, io che credevo... Ah, è la Melandri che... Vabbè, dite a Giovanna che facesse un magheggio col passapor... Ah, non si può proprio? Peccato... Ma Napo Orso Capo? Nemmeno? Che palle, quanta poca fantasia, 'sta politica mondiale... Uff!
E poi, poi, guardate: sono già un tutt'uno, sono la simbiosi ideale! (immagine tratta dal blog quintoelemento.controradio.com)

(Thanks to Krnp for the suggestion)
Ma dove diamine hanno spostato il Cupolone? O è un clone? Boh?
<Vulvia mode on>
Lo sapevate? La monnezza napoletana che va in gita in Germania col treno non va a finire nei forni crem... pardon, negli inceneritori. I malefici crucchi la prendono e la riciclano!
Non solo li paghiamo una cifra esorbitante per prendersela, la monnezza napoletana, ma quelli ce fanno pure i soldi! Beffe monnezzare! Su Rieducational Channel... .
<Vulvia mode off> Leggete qui per credere (grazie a Maurizio Melandri per la segnalazione).
Io sono un po’ ossessionato dalla monnezza. Sarà perché abito a ridosso della più grande discarica d’Europa, sarà perché sono da sempre un maniaco della raccolta differenziata, sarà perché sono convinto che la gestione sana del ciclo dei rifiuti sia uno dei principali segni di civiltà di un popolo.
Da un mesetto anche nel mio quartiere è iniziata la sperimentazione della raccolta differenziata “brunovespa” (che battuta idiota, ndTrk). La società che gestisce i rifiuti a Roma (l’orrida AMA) ha rifornito tutte le abitazioni con sacchetti di 4 diversi colori (per la carta, per plastica-vetro-alluminio, per i rifiuti non riciclabili e per l’umido – cioè gli scarti alimentari), un paio di vademecum con le istruzioni e via, a tutti il compito di adeguarsi al nuovo regime. I sacchetti si lasciano sotto casa, in giorni ed orari prestabiliti. Solo per la raccolta dei sacchetti dell’umido è stato messo un contenitore per ogni palazzina.
Una cosa normalissima in gran parte d’Italia e nel resto d’Europa, direte voi a ragione. Una rivoluzione copernicana per la mentalità romana. Almeno così pensavo. Io infatti immaginavo il caos; nei miei incubi vedevo cumuli di sacchetti abbandonati nei giorni e negli orari sbagliati, operatori AMA che non passavano a ritirarli creando cumuli putrescenti in perfetto stile “hinteland napoletano”.
Invece no. Funziona. Funziona bene. Funziona quasi benissimo. A parte pochissime eccezioni (io stesso ho sbagliato una volta il giorno della carta ed il mio sacchetto è rimasto lì, ad accusarmi della distrazione) tutti rispettano giorni ed orari. L’AMA passa a ritirare i sacchetti. Non c’è monnezza sotto casa. Non c’è monnezza per strada. Dopo le prime 3 settimane di servizio sono addirittura spariti i cassonetti dalle strade del quartiere.
Sono basito. Allora la gente è capace di comportamenti virtuosi se ne capisce l’utilità, anche in questo cazzo di paese. Per questo la situazione di Napoli e dintorni mi fa incazzare ancora di più.
A Roma, tra l'altro, non siamo molto lontani da una situazione simile a quella di Napoli. La megadiscarica sotto casa mia è da tempo esaurita e si continua a stiparci roba in attesa di soluzioni diverse. Io spero che l’ottimo esempio dato dai quartieri in cui sia sta sperimentando la “brunovespa” (aridànghete, perseverare est diabolicum! ndTrk) faccia decidere a chi di dovere che quella è la strada da percorrere.
Ma tornerò presto sull’argomento “cosa fare della parte che non si può riciclare”. Nel frattempo, buona raccolta a tutti.
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Visioni? Dreamworks Animation "Kung Fu Panda"
10/09/2010 @ 19.29.06
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