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 Anche Tracca farabutta!... di Tracca
 
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And crawling on the planet's face, some insects called the human race, lost in time and lost in space and meaning.

Richard O' Brian, "The Rocky Horror Picture Show"
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Tracca (del 22/09/2008 @ 11:30:00, in Le Trackulenze, linkato 107 volte)
Su "CUORE" c'era una rubrica bellissima, intitolata "PARLA COME MANGI". Leggendo il bando pubblicato dal Commissario Straordinario di Alitalia, Fantozzi, m'è venuto spontaneo esercitarmi nello stile di quel pezzo di storia della satira nostrana. Il testo in rosso e corsivo è quello mio. Così, per la precisione.


Il Commissario Straordinario di Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. in a.s., di Alitalia, Airport S.p.A. in a.s., di Alitalia Express S.p.A. in a.s., di Alitalia Servizi S.p.A. in a.s. e di Volare S.p.A. in a.s., Prof. Avv. Augusto Fantozzi
Il Rag. Ugo Fantozzi

Premesso

- che Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A., Alitalia Airport S.p.A., Alitalia Express S.p.A., Alitalia Servizi S.p.A. e Volare S.p.A. sono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del D.L. n.134 del 28 agosto 2008;
- che Alitalia è in bancarotta;

- che detta procedura contempla la possibilità di cedere a trattativa privata tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive, definendo i contenuti di uno o più dei rami di azienda, anche non preesistenti, con individuazione dei lavoratori che passino alle dipendenze del cessionario, e ciò anche previa collocazione in cassa integrazione guadagni straordinaria o cessazione del rapporto di lavoro in essere e assunzione da parte del cessionario;
- che, data la quantità di pezze ar culo che c’ha l’Alitalia, essa può essere venduta dal sopra citato Rag. Fantozzi intera o a pezzi, con o senza i suoi dipendenti;

- che la cessione di cui sopra potrà escludere, in tutto o in parte, la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio delle aziende cedute sorti prima del trasferimento ed, in ogni caso, non potrà prevedere un prezzo inferiore a quello stabilito dall'esperto indipendente nominato dal Ministro dello Sviluppo Economico;
- che, ovviamente, il santo che si compra ‘sto disastro di carrozzone non è tenuto a pijasse li debiti, che naturalmente li pagamo noi tutti dividendoceli alla romana;

- che l'unica significativa offerta pervenuta, e sulla base della quale era stata avviata la trattativa, è stata revocata;
- che chi metteva i soldi in CAI (leggasi: le banche) s’è cacato in mano dopo avere visto l’andazzo del mercato finanziario globale nelle ultime due settimane e, approfittando della follia delle associazioni piloti, ha saggiamente pensato che aggiungere un altro cazzo alato da piantarsi su per il culo a quelli che già stavano arrivando dalle borse mondiali non era proprio una buona idea;

- che, dunque, il Commissario Straordinario intende verificare la sussistenza di altri soggetti interessati che possano garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità dell'intervento e il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cui è parte l'Italia;
- che, dunque, il Rag. Fantozzi è nel panico totale;

tutto ciò premesso

il Commissario Straordinario - considerate le ragioni di necessità e urgenza di cui al D.P.C.M. del 29 agosto 2008 - invita chiunque sia in grado di garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità dell'intervento nonché il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cui è parte l'Italia, a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di uno o più rami di azienda di Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. in a.s., di Alitalia Airport S.p.A. in a.s., di Alitalia Express S.p.A. in a.s., di Alitalia Servizi S.p.A. in a.s. e di Volare S.p.A in a.s., anche non preesistenti.
il Rag. Fantozzi, prima di passare ad un onorevole seppuku, tenta la carta della disperazione: cercare, infliggendo massimo scuorno al Cav. Silvio Banana e alla sua sacra italianità, uno straccio di compagnia aerea, italiana o STRANIERA, anche non necessariamente una compagnia aerea... Insomma, uno stronzo qualunque che abbia interesse a portarsi a casa, per due lirette due, la parte buona (?) di Alitalia, anche senza i piloti, se sono loro che vi spaventano tanto...

Tali manifestazioni dovranno pervenire presso gli uffici del Commissario Straordinario, in via Marchetti, n.111, 00148 Roma, entro il 30 settembre 2008, ore 12.00, unitamente a tutta la documentazione che ne consenta la valutazione al fine di avviare l'eventuale trattativa.
Però sbrigateve, che qui non c’è sta più niente da liquidare e l’ENAC tra un po’ ce leva la licenza e ce lascia cor culo pe’ terra. Se je la fate prima der 30 settembre è mejo.

Prof. Avv. Augusto Fantozzi
Commissario Straordinario di
Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. in a.s.,
di Alitalia Airport S.p.A. in a.s.,
di Alitalia Express S.p.A. in a.s.,
di Alitalia servizi S.p.A. in a.s.
e di Volare S.p.A. in a.s.
Rag. Ugo Fantozzi
Prossimamente Suicida
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Di Tracca (del 18/09/2008 @ 18:00:00, in Ultim'ora, linkato 132 volte)

Is this really going to happen?

Alitalia passengers all around the world, be prepared. From now on, every moment is a good one to get the following answers from the staff of the (bankrupt) airline: "We apologize, sir, but you're grounded!".

Don't think I'm happy, I really ain't... But this may be the day when Alitalia finally meets its long-waited destiny. It ain't over until it's over, they say, but I can't imagine a different way out this time. I'm probably short of imagination.

(perdonate l'inglese)

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Di Tracca (del 16/09/2008 @ 00:30:00, in Le Trackulenze, linkato 96 volte)
Non crediate che a me faccia piacere proseguire il mio cammino giorno dopo giorno in una scia di pessimismo e depressione. Ma quando sento notizie come quella del brutale pestaggio a morte di un ragazzo colpevole di essersi fregato un paio di scatole di biscotti e, per inciso, di avere il colore della pelle scura, beh, scusatemi ma dopo la rabbia e lo sdegno non mi resta che una nuova dose di depressione.

Sarò stronzo, ma nessuno mi leva dalla testa che se Abdoul Guiebre si fosse chiamato Michele Brambilla e avesse avuto la pelle bianca oggi non starebbe in una cella frigorifera dell’obitorio di Milano con il cranio fracassato da una sprangata.

E a me, personalmente, importa pochissimo se i due assassini abbiano o non abbiano gridato “sporco negro” ad Abdoul mentre lo uccidevano a mazzate. Così come mi hanno fatto vomitare sia la pelosa precisazione del fatto che il ragazzo massacrato fosse un “italiano di colore” (come se la cosa fosse stata meno grave se a morire in quel modo fosse stato un immigrato clandestino del Ciad o del Bangladesh) che l’immediata e preventiva precisazione che l’omicidio non avrebbe avuto “motivazioni razziali”. Oscenità, quest’ultima, ribadita addirittura dalla Procura della Repubblica di Milano.

Ma cosa ci si aspetta dagli assassini: che ammettano, sapendo che la motivazione razziale è un’aggravante pesante, che si sono sentiti nel giusto a massacrare quel giovane negro che aveva osato fregarsi un po’ di biscotti? Che ammettano di avere pensato, in quel momento, che questi qui la devono piantare di fregare in casa nostra, che devono stare al loro posto, ‘sti negher del menga? Non lo ammetteranno mai. Ma io mi ci gioco la pensione che certe cose le hanno pensate, eccome.

Ovvio, Abdoul e i suoi amici non avrebbero dovuto rubare nel bar. Ma non mi pare che il furto di biscotti sia un reato punibile con la pena di morte autodeliberata dalle vittime del furto stesso.

Io credo che gran parte della collettività italiana stia vivendo una inespressa questione razziale. Un razzismo subdolo, strisciante, apparentemente placido ma pronto a scattare, fortunatamente ancora molto raramente, in impeti di violenza brutale. Onestamente preferisco il razzismo conclamato in stile Ku Klux Klan: almeno avrei un nemico concreto da combattere davvero.
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Di Casa Editrice Le Sukkié (del 10/09/2008 @ 18:15:00, in Le Sukkié, linkato 118 volte)
La piccola ma agguerrita Casa Editrice sicula Le Sukkié ci riporta con i piedi e con la testa nella vera attualità! Un monaco tibetano ha recapitato al direttore Tommaso Masukkié questa preghiera per salvarci dal buco nero del CERN... Ripetetela ogni giorno dopo i pasti!

Buco nero buco nero
Vuoi portarci al cimitero?
In confronto il mio buchetto
I cui peti dan diletto
Pare a me ben poca cosa
Quasi petali di rosa
Al cospetto tuo mi chino
Poderoso e gran buchino
Ma col tuo tanfo profondo
Non distruggere sto mondo


Uccidi un siciliano...salverai un albero !
Campagna antincendi 2008 - Movimento di sterminio e deportazione per una Sicilia più pulita.
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Di Tracca (del 09/09/2008 @ 18:45:00, in Le Trackulenze, linkato 85 volte)
Sinceramente, io non ne posso più della continua opera di cancellazione e rivisitazione della verità storica riguardo la Repubblica di Salò e la guerra di liberazione italiana. Ho delle idee piuttosto nette al riguardo, vi avverto.

Per tutte quelle persone che per qualsiasi motivo aderirono alla RSI e combatterono al fianco dell’esercito nazista contro gli alleati anglo-americani e i partigiani italiani posso provare umana pietà, ma mai concepirò l’idea di equiparare – in senso politico e storico – le loro azioni, le loro decisioni, le loro battaglie a quelle di chi lottava per la libertà d’Italia.

Perché i repubblichini erano dalla parte sbagliata della storia. Erano con i nazisti che deportavano e sterminavano gli ebrei, che massacravano migliaia di innocenti solo per rappresaglia, che volevano imporre all’Europa e al mondo intero un impero basato sulla purezza della razza. Chi ha combattuto a fianco dei nazisti, per qualsiasi motivazione ideale lo possa aver fatto, non potrà mai essere considerato – almeno dal sottoscritto – alla stessa stregua di chi invece lottava per portare in Italia la libertà (di parola, di pensiero, di voto) e la democrazia.

La scelta maledetta e scellerata di chi, dopo l’8 settembre 1943, non accettò l’armistizio e la fine del fascismo fondando la RSI (o aderendovi) ha causato al nostro paese oltre due anni di terribile guerra civile, prolungatasi ben oltre il 25 aprile 1945. Anche le terribili vendette compiute nei confronti degli ex fascisti e degli ex repubblichini dopo la fine della guerra furono figlie di quella tragica scelta.

Mi pare assurdo che questi concetti siano ancora messi in discussione; che il ministro della difesa della Repubblica in cui vivo possa solo concepire l’idea di ricordare, in una commemorazione ufficiale dell’8 settembre, la memoria dei combattenti della RSI; che il sindaco della mia città faccia finta di non ricordare che, ben prima della promulgazione delle leggi razziali, il regime fascista aveva picchiato, rapito, perseguitato, esiliato, ucciso diversi suoi oppositori (il nome Giacomo Matteotti le dice niente, signor sindaco?).

Non ne posso più, davvero.

E pensare che in questo stesso paese, non troppi anni fa, in un’epoca tutto sommato non bellissima della nostra storia recente, Sandro Pertini è stato Presidente della Repubblica. Ho una grande stima di Giorgio Napolitano, ma se al posto suo ieri ci fosse stato Pertini, come minimo a La Russa je sarebbe partito de capoccia, assestandogli inoltre una ginocchiata sulle palle e un paio di pipate roventi sugli occhi. Purtroppo Pertini non c’è più. E l’assenza si fa sentire.
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Di Tracca (del 04/09/2008 @ 09:00:00, in Le Trackulenze, linkato 100 volte)

Quod non fecit Ratzinger, Formigoni fecerunt.


(sì, lo so che "fecerunt" è plurale, ma anche Formigoni, in quanto rappresentante della Regione Lombardia, lo è... sarete così magnanimi da concedermi una licenza grammaticale? ).

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Di Tracca (del 02/09/2008 @ 18:00:00, in Le Trackulenze, linkato 93 volte)

Anno di matrimoni, questo 2008. Si è sposato mio fratello (a giugno, nella Città del Vaticano), si sono sposati due cari amici (ad agosto, ad Oristano), tra poco si sposa uno dei miei migliori amici di sempre (a fine settembre, a Roma). Anno di figli, inoltre, in arrivo o già arrivati, e non sempre da parte di chi è convolato a nozze... ;)

Ma c’è dell’altro: proprio oggi, con la mia amica BB, inizia il gran tour del passaggio agli –anta, che nel giro di pochi mesi vedrà un clamoroso aumento del consumo di ansiolitici da parte di molte delle persone a me più vicine. Tutti splendidi quarantenni, eh, ci mancherebbe... ma con un’ansia di fondo che serpeggia più o meno consapevole tra le righe dei nostri giorni.

Non sto cercando un filo comune tra tutte queste belle notizie (sì, nonostante l’ansia è bello anche avvicinarsi al traguardo dei 40, ve lo garantisco). Sono tutte cose che mi rallegrano, davvero.

Il problema è che mi sembra vagamente eroico il volere affrontare tutto ciò nell’Italia di oggi, paese che mi deprime sempre più. Soprattutto quando si ha occasione di vedere che una vita diversa, un’organizzazione diversa, uno stile diverso, una dinamica tranquillità nella costruzione della società sono possibili. I 6 giorni passati a Berlino nello scorso mese sono stati da questo punto di vista bellissimi e allo stesso tempo disperanti: perché vent’anni fa Berlino era ancora la città del muro, povera ma affascinante nella sua decadenza, mentre oggi è un esempio di vivibilità, efficienza, entusiasmo, vitalità. Qui da noi il muro, in questi 20 anni, ce lo siamo costruiti in testa, limitando il nostro cammino ad un corridoio senza orizzonte, in cui c’è spazio per noi e, occasionalmente, per pochi altri.

Mio padre ripete spesso, in questi giorni, l’acronimo SMM: stamo messi male. Il problema vero è che non vedo come potemo mettesse almeno un po’ mejo.

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Di Tracca (del 12/08/2008 @ 11:07:41, in Le Trackulenze, linkato 114 volte)
Ho mille pensieri che mi frullano per la testa in questi giorni di Agosto, ma pochissima voglia di mettermi a tavolino e lasciare che i gas fermentino nel cervello ed escano liberatori.

Per esempio, non capisco questa mania dei media di parlare sempre con "rammarico" delle medaglie d'argento vinte dagli atleti italiani alle Olimpiadi di Pechino. Medaglie d'argento, eh, mica di cacca! Specchio della bassissima cultura sportiva (che vuol dire poi, in fondo, cultura civica) di questa disgraziata nazione.

Non capisco nemmeno perché, non appena il calendario segna il primo agosto, la parola d'ordine della politica, della società, di tutto il paese sia "rimandare a settembre". Vogliamo passare vacanze senza pensieri? Bene. Intanto scoppia una guerra nel Caucaso, Alitalia continua a marciare verso il baratro (lo showdown è solo rimandato a settembre, statene pur certi), Eluana Englaro continua a vegetare nel suo letto... Ma l'importante è non pensarci, l'importante è prendere tempo, prendere fiato, rimandare...

Beh, allora buone vacanze anche a me, buone vacanze a tutti voi che le fate, buon agosto a tutti voi che non le fate, per necessità o per scelta.

Ci si sente a settembre, quando la bolla d'incoscienza collettiva mostrerà qualche crepa e, bene o male, anche l'Italia tornerà nella dimensione della vita vera.
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Di Casa Editrice Le Sukkié (del 30/07/2008 @ 12:55:55, in Le Sukkié, linkato 131 volte)

Gentili lettori, gentili lettrici, ho l’onore di presentarvi la nuova e agguerritissima rubrica della piccola ma agguerrita casa editrice Lesukkiè intitolata “Il triangolo della scienza”.

Quest’oggi a “Il triangolo della scienza” abbiamo, nel primo angolo, il nostro giornalista nonché filologo Rosario Lesukkiè, detto Sasukkié, nel secondo angolo il professor Josep Sans Orgoll dell’università di Barcellona  e nel terzo nessuno perché essendo l’angolo ottuso non abbiamo trovato nessuno che ci si voglia sedere (nella sua accezione verbale).

Oggi l’argomento da noi trattato è l’evoluzione della società nella specie umana.

Rosario Le Sukkié: Professor Sans Orgoll, ci dica quali sono le fasi storiche e preistoriche dell’evoluzione dell’uomo e della sua società?

Prof. Sans Orgoll: beh vi dirò un tempo l’uomo era di Cro-Magnon….da non confondere con Carl-Magnon che venne dopo! Poi ci fu l’evoluzione e si arrivò all’uomo moderno il quale per circa 10.000 anni fu o soldato o contadino o governante (re, imperatore, aristocrate, oligarca, sacerdote, prete, etc.) poi tra il 1640 e il 1789, con le rivoluzioni inglesi, francesi e americane (quante minchia erano?!?) l’uomo diventa cittadino: il re, il prete, il cardinale, il militare, il contadino, la meretrice o cortigiana, il giudice o magistrato di cloaca, il birraio, il vinaio, il cianfrusagliaio, lo zoccolaio e la zoccolaia, tutti sono ora cittadini, soggetti alla legge dello Stato che è superiore ad ogni diritto acquisito e che impone anche doveri. Chi non è cittadino perde la testa, chi è cittadino la riacquista, chi ha perso un piede per la repubblica ottiene una medaglia d’oro chi ha perso un’unghia per il re perde la gamba sinistra etc. etc. etc.  Poi  dall’idea del cittadino ne derivano altre due: una è l’essere umano e cioè un cittadino un po’ chierico e un po’ moscio ma che gode di diritti e di doveri e che inoltre ha diritto a restare vivo anche se il re o il presidente lo vogliono mandare al macello…e accanto a questo cresce il compagno, l’uomo vero, lo Stachanov universale, quello dell’io so fare questo tu quello ed egli niente ma siamo fratelli lavoriamo per la gioia e il benessere comune, le risorse sono di tutti e guai a chi se le fotte... Magari non sempre era così, ma a molti sembrava così... e poi... finalmente... ecco l’era del consumatore, il sogno di azionisti e corporation, l’uomo che non consuma per vivere ma vive per consumare, l’uomo che torna a casa in tutta fretta perché c’è un biscione che lo aspetta, il maiale che grufola nei supermercati, la mite pecora che a Natale, dimenticando gli impegni civili, lavorativi, familiari, culturali, sessuali finanche, si lancia e si abbandona all’acquisto dell’oggetto inutile e ingombrante... spesso destinato a finire per sempre nel cassetto delle mutande, sotto il divano dove è caduto la notte del 24, nel sacco dell’immondizia o nel cesso nel caso di doni duttili e di piccole dimensioni!!! Lasciarci ingrassare dal sistema per fare i cotechini di capodanno???? Oppure vogliamo vivere, giocare, leggere, ascoltare musica, fare l’amore, passeggiare, ridere e parlare con gli amici al bar. Come esseri umani!!! Vogliamo essere produttori-consumatori o zii fra gli zii, figli fra i figli, nonni fra i nonni, mamme fra le mamme, sorelle fra le sorelle, uomini fra gli uomini, e donne fra le donne, al limite anche donne fra gli uomini e uomini fra le donne, gli amanti fra gli amanti??? A ciascuno secondo i suoi bisogni e i bisogni di ciascuno a tutti!!!! Viva il poeta-presidente Ho Chi Min. Viva Carlo Max. Viva Fidel Castro. Viva Antonio Gramsci. Viva Filippo Turati. Viva Antonio Sturati. Viva Anna Otturati. Viva Ramona Parra. Viva Salvador Allende. Viva Hugo Chavez. Viva Che Guevara. Viva Ci Fu Guevara. Viva Ci Sarà Guevara. Viva Palmiro Togliatti (me cago en el revisionismo veltroniano). Viva le Monde Diplomatique. Viva La Befana che porta il carbone. Viva il presepe con i pastorelli. Viva il subbuteo. Viva la TVin bianco e nero. Viva la botte piena e la moglie ubriaca. Viva il WWF. Viva la legge giusta e la giustizia legittima. Viva l’umiltà di San Francesco. Viva Violeta Parra. Viva Nicanor Parra. Viva Angel Parra. Viva Voctor Jarra (si scrive con una R ma con due fa rima con parra) …e chi più ne ha più ne metta !!! 

Rosario Le Sukkié: Grazie professor Sans Orgoll, è giunto il momento di interrompere la trasmissione. 

Prof. Sans Orgoll: Viva il poeta-presidente Ho Chi Min. Viva Carlo Max. Viva Fidel Castro. Viva Antonio Gram….bzz bzzb bzbzbz 

E' una rubrica Le Sukkié 

www.iltriangloscientifico-lesukkié.it

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Di Tracca (del 23/07/2008 @ 17:17:17, in Le Trackulenze, linkato 111 volte)

Già altre volte ho avuto modo di esprimere qualche idea piuttosto cattiva riguardo la situazione incresciosa e scandalosa di Alitalia.

Io penso che mandare a ramengo la trattativa con Air France KLM sia stato il più crudele atto di miope sado-masochismo operato da un ensemble improbabile formato da chi oggi governa il paese (e che all’epoca della rottura era ancora all'opposizione) e dai mille sindacati grandi e piccoli che hanno in gran parte deciso, nei decenni, l’amaro destino di Alitalia.

Solo un’accolita di stolidi adoratori del Marchese De Sade poteva dire no ad un’offerta in cui si manteneva viva una compagnia in putrefazione da almeno 15 anni, si garantiva un’uscita morbida (2 anni di stipendio pagato al 100%!) ad un paio di migliaia di lavoratori in eccesso, si inseriva stabilmente Alitalia nel principale gruppo di trasporto aereo europeo.

Ma non si poteva. Eh, no, c'era da difendere il mantenimento dei livelli occupazionali... C'era da difendere l’italianità della compagnia... Sarebbe arrivata la salvifica cordata italiana... E allora affanculo i franco-olandesi e viva l'Italia, l'Italia della cordata! Che a me puzzava tanto di corda(ta) insaponata...

Ora, va bene che La Repubblica è il principale partito di opposizione di questo paese, ma se le notizie riportate oggi qui sono vere, si prospetta per Alitalia la fine che da molti anni era prevedibile.

Il fallimento.

Poi arriverà il resto. La liquidazione del liquidabile (ma gli MD80 non troveranno un acquirente nemmeno su E-bay, vsito quello che consumano). La cosidetta rinascita. Gli aeromobili in leasing. Quattromila (4.000!!!) esuberi e altrettanti lavoratori da esternalizzare. Contratti di lavoro in linea con gli standard degli altri vettori europei. Insomma, una compagnia che abbia una qualche chance di esistere anche tra qualche anno, senza aiuti di stato più o meno mascherati da prestiti ponte.

Queste cose le potevo decidere io da solo, non c'era bisogno né della cordata insaponata, né dei super-advisor.

I sindacati si accorgeranno presto che hanno fatto una cazzata enorme a rifiutare l’offerta Air France KLM e a credere alle bolle di sapone colorate soffiate in giro durante la campagna elettorale.

E se ne accorgeranno quei poveracci che hanno comprato biglietti Alitalia per le vacanze di agosto o, al limite, per i viaggi di settembre. Cari amici, posso darvi un consiglio? Cancellate le prenotazioni, se potete. Se questo è davvero il piano per il “rilancio” di Alitalia, tra qualche giorno o qualche settimana al massimo qui scoppierà il caos, ma quello vero.

Fino al giorno in cui i voli non si alzeranno più. Non per gli scioperi selvaggi di piloti e assistenti di volo che sentiranno il terreno franare sotto i loro eleganti trolley, ma perché la festa sarà finita. Questa volta per davvero.

Se fossi Spinetta, perdonate la volgarità, mi starei preparando ad un mega raspone a due mano. E invece sono solo infinitamente triste e scoraggiato. Ma fiero della salvaguardata italianità del nostro miserevole fallimento.

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