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 Anche Tracca farabutta!... di Tracca
 
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And crawling on the planet's face, some insects called the human race, lost in time and lost in space and meaning.

Richard O' Brian, "The Rocky Horror Picture Show"
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Tracca (del 03/12/2008 @ 14:00:00, in Le Trackulenze, linkato 103 volte)
Confesso di capire sempre meno l’atteggiamento del Vaticano o, meglio, di capirlo benissimo ma di esserne intimamente sconvolto.
 
La decisione di dire “no” sia alla proposta di depenalizzazione universale dell’omosessualità che alla convenzione sui disabili, entrambe iniziative dell’ONU, rappresentano a mio modo di vedere la definitiva certificazione che la Chiesa Cattolica del XXI secolo vuole vivere col paraocchi nella speranza che tapparsi le orecchie e gridare “no-i-froci-no, no-i-froci-no, no-i-froci-no” serva a fermare il mondo e renderlo così un po’ più a sua immagine e somiglianza. Immobile. Reazionario.
 
Non riesco a vedere alcuna positività nell’atteggiamento di Ratzinger e dei suoi sgherri sguinzagliati qua e là per il mondo. Non vi trovo traccia né di amore né di carità. E l’unica fede che scorgo è quella incrollabile nella verità unica decisa all’interno del Palazzo Apostolico, una fede autoreferenziale sempre più lontana dalla realtà del mondo.
 
È tipico di un ragionamento contorto e perverso, che in vita mia credo di avere riscontrato solo nella Santa Inquisizione (sui libri di storia) e nel Partito Democratico (ai giorni nostri), il negare la depenalizzazione dell’omosessualità perché questa decisione potrebbe poi far passare per “cattivi” quei paesi che non hanno una regolamentazione delle coppie di fatto. A parte il fatto che i paesi che non regolamentano le unioni di fatto sono paesi di fatto incivili (ma questa è una mia opinabilissima considerazione) me lo spiegate cosa c’entra tutto ciò con la depenalizzazione dell’omosessualità in quanto tale? Cosa c’entra la contrarietà ai PACS con il tentativo di fermare paesi come l’Iran che gli omosessuali li impiccano dopo averli torturati?
 
Ancora più crudele, sempre secondo la mia modestissima opinione, la presa di posizione sulla convenzione ONU sui disabili. Tanto più che l’articolo 10 della Convenzione garantisce esplicitamente il diritto alla vita delle persone con disabilità. Mi appare francamente curiosa (oddio, parlo come D’Alema, aiuuuuutooooooo!!!!!!) la pretesa che l’intero consesso delle Nazioni Unite condivida con la Chiesa Cattolica l’idea che il diritto alla vita si applichi anche ai feti e che quindi l’aborto vada proibito tout court. Il principio è stabilito, sarà compito di ogni stato sovrano decidere i termini di applicazione della convenzione. O la parola del Papa deve sempre valere come quella dell’Imperatore dell’Universo?
 
È da tanto tempo che la Chiesa non è più la mia chiesa, ma temo che di questo passo ogni persona dotata di raziocinio finisca con abbandonarla. Wojtyla era un vero conservatore, ma almeno era guidato dallo spirito immortale dell’Amore. Ratzinger è un reazionario, e mi sembra sia guidato dallo spirito di Nicholas Eymerich.
 
Chi viene sabato pomeriggio a manifestare a Piazza Pio XII?
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Di Tracca (del 26/11/2008 @ 14:00:00, in Le Trackulenze, linkato 116 volte)

Ci sono cose su cui non è lecito scherzare. Verità storiche, documentate da testimoni diretti, che non possono essere messe in discussione da storici e storiografi da strapazzo, accecati dall’ideologia e dalla loro volontà manipolatoria.

Solo un manipolo di trinariciuti comunistacci – di quelli che ancora oggi dormono solo se avvolti in una lisa e rattoppata bandiera sovietica – poteva continuare a negare il fatto che Antonio Gramsci si fosse redento e avesse trovato la vera Fede (che non è la mano amica) prima di andarsene da questa Terra. La testimonianza delle suore che lo hanno assistito fino alla fine è inconfutabile: peccato che avessero la macchinetta digitale scarica proprio mentre il buon Antonio baciava l’immaginetta sacra del Bambino Gesù. Ma esse, povere sante ed ingenue donne, potevano mai credere che la loro testimonianza potesse essere messa in dubbio?

Le forze oscure della manipolazione storiografica non conoscono confini, sono la vera Spectre di questi tempi. Chi avrà mai il coraggio di rivelare al mondo, per esempio, che Adolf Hitler, poche ore prima del suicidio, fu visto aggirarsi nel suo bunker berlinese vestito da rabbino, con tanto di kippah sul capo, tenendo in mano una menorah d’oro e cantando a squarciagola “Evenu Shalom Alejem”? La testimonianza in tal senso di Karl Heinz Von Schwanzkopf, ex SS-Obergruppenführer, attendente dei gatti persiani di razza purissima del Führer, convertitosi dopo la guerra all’ebraismo ashkenazita e divenuto tagliatore di diamanti ad Anversa, è assolutamente inattaccabile! Lo dimostrano le sue memorie apocrife, rinvenute in circostanze misteriose in una cella frigorifera della macelleria del villaggio belga di Tourpes. Ma questa verità rimane sepolta sotto un cumulo di fetide menzogne. Del resto, continuare a dipingere Hitler come il più cattivo tra i cattivi cattivissimi fa un po’ comodo a tutti, diciamocelo...

Per non parlare dell’inascoltabile silenzio che nasconde la verità sulla fine del Mahatma Gandhi, che venne abbattuto a fucilate per disperazione dopo essersi reso protagonista della strage di centinaia di bramini inermi e vacche sacre, massacrati a colpi alternati di machete e scarpini chiodati da calcio, gridando bestemmie irripetibili a tutti gli dei dell’universo e rotolandosi nel sangue delle sue vittime, riservando lo stesso trattamento a chiunque cercasse di fermarlo. “Profeta della non-violenza un bel paro de ciufoli, quello era il vero Gandhi”, testimonia Arvinamandra Singhultanghar (il nome di fantasia serve a preservare la sua incolumità), intrecciatore di paglia e unico spettatore ancora vivente di quello spietato ed efferato eccidio. “Ho intrecciato ogni giaciglio su cui il Mahatma abbia poggiato le terga negli ultimi decenni della sua vita”, aggiunge Singhultanghar, “e vi posso garantire che il suo percorso nel Dharma è stato costellato di momenti che potevano far intuire il destino ultra-violento verso cui egli stava marciando”. Non aggiunge altro il nostro testimone, ma c’è davvero bisogno d'altro? Chi chiede fatti, oltre a queste inconfutabili parole, è solo un prevenuto. Chi chiede i fatti è solo che un pusher.

La verità inconfessabile è che spesso, di fronte alla morte imminente, le persone mostrano la loro parte più vera, quella magari rimasta nascosta per tutta la vita. Il perché questo accada, è un mistero che deve restare tale, per il bene dell’umanità. La grande filosofa e nobildonna franzosa Valentine Coquettes de la Tour Vielle, da noi interrogata in merito, ci ha svelato la sua teoria, bisbigliandoci in un’orecchia mentre furtiva si assicurava che nessuno ci sentisse: “ È che sbrocchi, quanno stai a morì!”.

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Di Tracca (del 21/11/2008 @ 16:00:00, in Le Trackulenze, linkato 118 volte)

Si potrebbero spendere tera e terabyte di caratteri per cercare di analizzare lo stato increscioso e comatoso della politica italiana e in particolare lo stato del PD e del suo segretario Walter Veltroni.

L’orribile, oscena, ridicola, farsesca querelle Villari è un concentrato di schifezze tale che la discarica di Malagrotta, in compenso, è un atollo incontaminato dell’Oceano Indiano. E siccome da un po’ di tempo le dissennate azioni dei vertici PD mi fanno ribollire la colecisti che non ho più, sono costretto a prorompere in una nuova invettiva volgare, violenta e cattiva, diretta personalmente all’ex sindaco di Roma. Mi perdonerete se userò il linguaggio proprio delle incazzature vere, quello più vicino al mio pancreas.

Bella cazzata a’mo fatto, eh, Warterò? Me cojoni che cazzo de capolavoro. Tu lo sai che io t’ho voluto bene e t’ho rispettato, so’ stato persino onorato de avè contribuito cor lavoro mio a una stagione mica de mmerda pe’ ‘sta città. Ma popo p’er bene che te vojo (o t’ho voluto), fattelo dì sinceramente e cor core in mano. Nun ce stai più a capì un cazzo.

Lassando perde tutta la squallida eterna contesa tra i tuoi peones e quelli de D’Alema, che è sinceramente una cosa degna der Centrafrica de Bokassa, vorrei concentrare la mia analisi sul caso Villari.

Perdona la volgarità, segretà, ma sulla Vigilanza RAI hai preso una raffica de radiconi ar culo che nemmeno tutta la sezione anal de You Porn. Prima – pe nun fa’ incazzà Di Pietro – t’attacchi ar nome de Leoluca Orlando quando ormai perfino gli acari della polvere delle poltrone dell’Aula a San Macuto avevano capito che nun c’era trippa pe’ gatti, che Orlando non sarebbe mai stato eletto, perché er centrodestra non lo avrebbe votato mai come noi non avevamo votato Pecorella pe’ la Consulta. Poi, pe fatte svejà, deve arivà er blitz della maggioranza e l'elezione de Villari.

Me spieghi che cazzo ce voleva, dopo una trentina di convocazioni andate a vuoto, a tirà fori er nome de Sergio Zavoli IN QUEL MOMENTO, prima che a Berlusconi e ai suoi je venisse in mente l’operazione Villari? Nun me dì che nun ci avevi pensato, perché nun me poi pijà pe cojone a ‘sto modo.

Qual era il problema? Che Di Pietro se sarebbe incazzato con te? E perché, invece adesso secondo te l’alleanza si è rinsaldata?

Io so’ basito. Tutte le volte che si poteva essere d’accordo con Di Pietro, tu j’hai dato addosso in nome der dialogo cor centrodestra. Quando invece c’era da far valere il proprio peso politico ed elettorale maggiore, anche al costo di scegliere strade separate, tu che hai fatto? Je sei ito appresso co’ tutto er cucuzzaro, finendo in mezzo ad un mare di guano!

Tutto questo senza voler commentare la pusillanimità del senatore Villari. È un capitolo a parte, che in questo momento non mi interessa nemmeno affrontare.

La triste impressione che ne ricavo, caro Walter, è che il Partito Democratico sia un blob senza forma e senza strada, un fantoccio cieco alla mercé delle intemperie, un Tafazzi all’ennesima potenza che le mattonate sui coglioni se le va a cercare perché non può proprio vivere senza.

Non sai quanto mi costi scrivere queste righe, ma sinceramente, veramente, seriamente, me so’ popo rotto er cazzo. Non credo di essere il solo.

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Di Tracca (del 05/11/2008 @ 05:24:00, in Le Trackulenze, linkato 145 volte)
Questo è il centesimo post del mio blog, e lo sto scrivendo mentre aspetto – con gli occhi assonnati ed un gran sorriso sulle labbra – di ascoltare il primo discorso del “president-elect” Barack Obama davanti alla folla dei suoi sostenitori riuniti al Grant Park di Chicago.

È stata una notte lunga, ma ho davvero l’impressione che il mondo sia oggi davanti a uno degli angoli della storia. E abbia superato la paura di svoltare. L’alba è – per una volta – davvero l’inizio di un nuovo giorno.

Mentre scrivo queste parole, John Mc Cain sta riconoscendo la sconfitta, mettendo la parola fine alla notte elettorale, alla lunga corsa per il posto di lavoro più difficile e importante del mondo.

Barack Obama sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti d’America. È bello poterlo dire e non solo sperarlo.
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Di Tracca (del 27/10/2008 @ 19:34:01, in Le Trackulenze, linkato 128 volte)
È da tempo che non scrivo specificamente di pallone su questo spazio, ma dopo aver visto il Toro più deprimente da parecchi anni in qua perdere il derby senza nemmeno lottare, senza nemmeno impensierire una Juve che più povera di idee e mezzi non potevamo sperare...

Beh, lasciatemi dire che non capisco l’allenatore del Toro. De Biasi continua a inserire – nei secondi tempi delle partite – solo attaccanti inutili e dannosi e li lascia a marcire lì davanti senza un cane di nessuno che faccia arrivar loro la palla. Saranno anche sfigati, questi attaccanti che non la buttano dentro nemmeno a porta vuota e col portiere andato per farfalle, ma è vero che di palloni giocabili ne vedono pochissimi.

E adesso vivo nel terrore del ritorno di Novellino, nel perpetuarsi di quest’altalena di allenatori voluti e cacciati, voluti e cacciati, voluti e cacciati dal presidente Cairo, questo Berluschino in trentaduesimo (grazie allo Zio Antunello per la definizione) che ci avrà sì salvati dall’estinzione, ma dovrebbe anche aver capito che deve trovarsi un vero amministratore delegato (uno che capisce di calcio? uno che capisce di Toro?) a cui lasciare la guida tecnica della società. Altrimenti, beh ragazzi, prepariamoci a nuovi esaltanti sabati pomeriggio di serie B in trasferta a Sassuolo e Cittadella (sempre che il Sassuolo non faccia il grande salto...).

Perché mai insisterò a farmi male con certe ignobili visioni... Quasi quasi mi butto sulla Talpa e sull’Isola dei Famosi, che dite? Saranno meno dannosi petr la salute?
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Di Tracca (del 23/10/2008 @ 13:15:00, in Le Trackulenze, linkato 112 volte)

Ma Alitalia? Tutto bene,vero? Non se ne sente più parlare, quindi è tutto a posto...

Voli regolari, rotte in espansione, fiducia e collaborazione con il nuovo partner internazionale...

Guardate, non avrei mai immaginato che tutto si risolvesse davvero così in fretta. Bravi! Bravi tutti... Berlusconi e i suoi ministri, Fantozzi e i suoi comandanti, Colaninno e i suoi capitani, Latte e i suoi derivati.... bravi davvero.

Però continuano a frullarmi in testa alcune domande, del tipo:
- Qualcuno sa chi è il partner internazionale? No, perché deve essermi sfuggito...
- Qualcuno sa quali nuove rotte sono state inaugurate? No, perché deve essermi sfuggito...
- Qualcuno sa quanti soldi guadagna la nuova Alitalia, dato che la vecchia perdeva quasi 2,5 milioni di euro al giorno? No, perché deve essermi sfuggito...
- Qualcuno sa dirmi come è stata risolta la querelle con la UE per il prestito ponte? No, perché deve essermi sfuggito...

Beh, certo, mi sono fatto sfuggire un po’ troppe cose, ultimamente, ma l’importante è che il tricolore continui a svettare nei cieli del mondo... È bello essere italiani!

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Di Tracca (del 19/10/2008 @ 22:30:00, in Le Trackulenze, linkato 110 volte)
Sabato vado alla manifestazione nazionale del PD.

Nonostante lo slogan, “Salva l’Italia”, che mi sembra pomposo ed esagerato.

Nonostante la foto dei manifesti che promuovono l’evento, che sembra sia una foto di fedeli in Piazza San Pietro (notizia letta su “il Riformista” di oggi) e non una foto scattata in un’altra manifestazione (così male siamo messi? nemmeno un po’ di archivio di vecchie foto? o ci vergogniamo persino del ricordo delle nostre bandiere – più o meno rosse – in piazza?).

Nonostante io non ne possa più né del vacuo nullismo di Veltroni né del vuoto attendismo di D’Alema.

Nonostante le posizioni politiche annunciate in tv nella melliflua camera iperbarica di Fabio Fazio, che differisce sempre meno dalla ignobile terza camera vesp(as)iana.

Nonostante io pensi che ci fosse un tasso di democrazia enormemente più alto nel centralismo democratico togliattiano che in questo simulacro di Partito Democratico.

Nonostante io non abbia capito né il senso di YouDem TV, né il senso di quella che sarà Red TV, ma soprattutto non ho capito a cosa cazzo servano due televisioni satellitar-internettiane per un partito che non ha una posizione definita su niente. Né chi cazzo le vedrà ‘ste due televisioni, a parte noi onanisti cerebrali de sinistra chiusi nel nostro piccolo cesso telematico.

Nonostante tutto questo e tante altre cose.

Lo so, mi direte: ma che cazzo ce vai a fa’, allora? Forse ci vado perché se attualmente il PD è deprimente, il Toro e la Roma, oggi, sono messi decisamente peggio. Ed è tutto dire.
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Di Tracca (del 10/10/2008 @ 08:00:00, in Le Trackulenze, linkato 130 volte)
Premetto una cosa: non ho soldi investiti in borsa, a parte una quota del TFR che comunque credo non riuscirò a vedere mai nelle mie mani. Non posseggo titoli di stato né obbligazioni, gli unici fondi che conosco sono quelli di caffè.

Ma quello che sta accadendo alle borse mondiali è l’Apocalisse. Fino a un mesetto fa, una perdita del valore degli indici di borsa del 2-3% in una giornata era definito “perdita pesantissima” e i calcoli sui miliardi di Euro “bruciati in una seduta” si sprecavano.

In questa settimana, nonostante interventi su interventi dei governi e delle banche centrali, gli indici perdono il 7-9% ogni giorno. Mio fratello, che di queste materie se ne intende, mi faceva notare ieri come in questi giorni, per la prima volta negli ultimi 40 anni abbondanti, quasi il 70% dei titoli quotati alla borsa di New York fosse al valore minimo degli ultimi dodici mesi. E nelle ultime 24 ore Wall Street è andata giù di un altro 7%.

Il valore delle imprese, delle aziende, del lavoro di milioni di persone, in pochi giorni, è precipitato come angeli dal cielo, che notoriamente, sprofondando sulla terra, si trasformano in demoni. E se questo colpisse solo i forzieri di mega-manager strapagati e gonfi di bonus e stock-options (che – almeno quelle – oggi valgono meno della Foxy 4 veli), si potrebbe tranquillamente rispondere con un bel “E sticazzi!”.

Il problema è che (per citare il sempre lepido Zucconi) quando i ricchi hanno il raffreddore, ai poveri viene la broncopolmonite. Ma, se arriva la glaciazione, non c’è lana o gore-tex che tengano. Chi offre un bunker antiatomico?
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Di Tracca (del 07/10/2008 @ 08:00:00, in Le Trackulenze, linkato 104 volte)
Sabato sera mi è capitato di cenare con Leesa, i suoi cugini e altri amici, in una pizzeria di Nettuno. Vi ero stato attirato con la prospettiva della formula di stampo prettamente statunitense “all-you-can-eat”: prezzo fisso e pizza senza limiti fino ad esaurimento stomaco. La pizza non potrei nemmeno toccarla, ma sticazzi, alla fine si die only once! E poi, con la miseria di 10 euro 10, vènghino siòri vènghino, pizza, acqua e coca (cola) a volontà!

Ci era stato occultato un dettaglio, piccolo ma determinante. La pizzeria in questione dispone di pista da ballo, piccolo palco con mixer, tastiera e un impianto audio degno di un concertone del Primo Maggio. Il sabato sera vi si esibisce un fucktotum deejay-cantante-maestrodiballolatinoamericano, abbigliato con pantalone di cotone semitrasparente bianco, maglietta a strisce orizzontali bianco-blu e una papalina bianca di cotone lavorato a maglia in capoccia. L’inquietante soggetto intrattiene gli astanti con linguaggio degno di un film con Bombolo e Alvaro Vitali, e li coinvolge in vorticose bachate, rumbe, salse, bombe e alligalli, alternando il ballo con imbarazzanti performance canore live, su basi midi dei grandi successi della canzone italiana da Gigi D’Alessio a Gigi D’Alessio, senza tralasciare l’intramontabile Gigi D’Alessio.

Insomma, lo scotto per mangiarsi una quintalata scarsa di buona pizza (ciò che è giusto è giusto, la pizza era buona... solo quella con una fantomatica “nutella bianca” era stomachevole per l’eccessiva dolcezza) è stato il doversi sorbire, oltre alle splendide melodie dalessiane giustamente stuprate da qualche meritoria stecca del cantante tuttofare, lo spettacolo gratuito di alcune decine di giovani adolescen-ven-trentenni (insieme a qualche attempata signora) che alternavano i tranci di pizza con le improbabili movenze ammiccanti di musiche latinoamericane comandate da un idiota vestito da marinaretto.

La verità, comunque, è che loro, i sedicenti ballerini trangugiatori di pizza, si sono divertiti da morire. Io, invece, li osservavo sbigottito, assordato da tanti decibel inutili. E pensavo che per capire almeno un po’ l’Italia sarebbe bene passare abbastanza spesso una serata in un posto come quello. Ogni volta che sfioro simili realtà, anche solo per un paio d’ore, mi rendo conto di quanto io possa essere lontano da quella visione della vita, di quanto poco io sappia dell’anima profonda di questo paese. E, a giudicare dai risultati elettorali, non sono il solo.

Pensandoci a mente fredda, un pochino mi vergogno per la mia puzza sotto il naso. In fondo, tutta la provincia italiana è piena di gente semplice, spesso anche buona di cuore, la cui massima aspirazione è passare il sabato sera in compagnia, facendosi di pizza e merengue, senza riuscire a scambiare una parola col proprio vicino di tavolo o di pista.

Se la cosidetta “gente di sinistra” si liberasse di un po’ di pregiudizi e riuscisse a stabilire con questa Italia un contatto vero, senza guardare perennemente tutte queste persone dall’alto in basso, con un po’ di squallido razzismo perbenista, forse potremmo recuperare un po’ del terreno perduto. In tutti i sensi.
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Di Tracca (del 29/09/2008 @ 14:00:00, in Le Trackulenze, linkato 116 volte)
... e quindi tutti noi, menagrami ignoranti pessimisti ridicoli sfiduciati disillusi e senzadio, possiamo fare pubblica ammenda della nostra cattiveria e riconoscere che, se si muove sua altezza il presidente del consiglio dei ministri, non esiste problema che non possa essere risolto.

Quanta facile ironia, quanta inutile perfidia abbiamo riversato in questi mesi nei confronti di chi doveva godere della nostra incondizionata fede! Miopi, perfidi e prevenuti, tutti noi, ora giustamente destinati a mangiar la polvere e digerire eternamente la nostra stessa bile.

Per quanto mi riguarda, io sono pronto ad un sincero e contrito esercizio di autocritica, nel più puro stile centralista-democratico di togliattiana memoria. Ebbene sì, anche io ho sbagliato, anche io ho commesso un errore madornale di valutazione e giudizio, e sono pronto a dichiarare a Dio padre e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni.

Alitalia è salva, anche se a me, peccatore impenitente, sembra ancora che si scriva Alitalia, ma in realtà si legga Air One.

P.S.: I was indeed very short of imagination... :)
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